Il TG3, l’arrivo degli alieni e miti ufologici che crollano

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  • 17-10-2011
  • di Francesco Grassi
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Durante i primi giorni dello scorso Agosto è apparso in rete un video[1] in cui la giornalista del TG3 Maria Cuffaro annunciava l’arrivo degli alieni in Italia.

Il video che ha creato qualche ansia nel pubblico e la pubblicazione di una smentita su web da parte del TG3[2], è in realtà un frammento tratto dal film di Gianni Pacinotti L’ultimo terrestre.

Nel film Maria Cuffaro ha interpretato se stessa, leggendo con la sua solita professionalità la notizia di un prossimo arrivo degli alieni. L’annuncio continuava spiegando che il Governo aveva diramato una nota ufficiale per rassicurare la popolazione, spiegando che i marziani non costituirebbero alcun pericolo e invitando quindi i cittadini a non fare scorta di cibo e di acqua.

Il film L’ultimo terrestre racconta una storia che si svolge durante l’arrivo di una civiltà extraterrestre sulla terra e quindi il video, ottenendo in pochi giorni migliaia di visualizzazioni, è servito come strumento virale di promozione dello stesso da parte della casa di produzione Fandango in occasione dell’imminente uscita della pellicola nelle sale cinematografiche.

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Parallelamente a questa spigolatura sugli alieni, nello stesso periodo estivo di quest’anno è inaspettatamente crollato il mito legato ad una famosa foto di un UFO dell’Aprile 1990.

Fra il Novembre del 1989 e l’Aprile del 1990, il Belgio passò agli onori delle cronache ufologiche per una serie di avvistamenti di UFO triangolari[3]; una fotografia in particolare, scattata a Petit-Rechain (Viviers), divenne il simbolo di questo glorioso periodo, a tal punto da fare il giro del mondo e comparire in copertina anche su diversi autorevoli libri dell’epoca.

Oggi, l’autore della foto (Patrick è il nome che compare nella videointervista rilasciata all’emittente RTL del Belgio) ha confessato[4] di aver creato un modellino di polistirolo espanso montandoci sopra dei faretti per poi eseguire degli scatti fotografici. Patrick ha dichiarato inoltre di essere rimasto molto stupito del fatto che il suo falso non fosse stato scoperto in poco tempo e che avesse avuto tutto quel successo.

Prevedibili sono state le reazioni da parte delle associazioni ufologiche, soprattutto quelle locali. È chiaro che provare che una foto è falsa non dimostra che tutta l’ondata UFO belga fosse falsa e ovviamente chi aveva riposto per anni la propria fiducia in quella foto-simbolo stenta a credere che il falso possa essere vero, perdonate il bisticcio di parole.

Cliché, tutti, ormai arcinoti nel mondo dell’ufologia.

Note