La cura per tutte le malattie: il caso Hulda Clark

I trattamenti non si rivolgevano solo ai malati di cancro ma a chiunque ne facesse richiesta. La Clark invitava inoltre i pazienti ad evitare le cure della medicina scientifica e a non raccontare ai medici quello che stavano facendo

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  • 17-10-2011
  • di Salvo Di Grazia
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Hulda Clark era una biologa americana che ad un certo punto della sua carriera cominciò ad interessarsi di parassitologia (lo studio dei parassiti che possono infestare l’organismo umano).

I suoi studi presero una piega piuttosto sorprendente quando pubblicò un libro intitolato La cura per tutte le malattie nel quale presentava l’ipotesi che tutte le malattie umane fossero causate da un parassita che si chiama Fasciolopsis Buski (è un platelminta molto diffuso in Asia che causa una parassitosi nei suini ed a volte anche nell’uomo). Questo piccolo essere vivente causerebbe, secondo la studiosa americana, tutte le malattie, dall’influenza al cancro.

La donna non ha mai dimostrato la sua teoria e non vi è evidenza che questo organismo possa causare malattie diverse da quella che deriva dalla sua infestazione dell’organismo.

La storia si fece più complicata quando la dottoressa Clark inventò un piccolo apparecchio, che chiamò Syncrometro, e che a suo dire è l’unico che poteva diagnosticare l’infestazione del parassita.

Fatta la diagnosi, la cura è, neanche a farlo apposta, possibile unicamente con un altro apparecchietto elettrico, sempre inventato dalla Clark. L’apparecchio è un semplice macchinario elettronico che permette, tenendo nelle due mani due piccoli cilindri di metallo, di far muovere un indicatore come quello dei tester elettrici. Chi l’ha esaminato lo ha definito un “generatore di onda quadra”. La corrente elettrica che genera non è particolarmente intensa, ma a contatto con la pelle può provocare ustioni e lesioni (come è purtroppo successo). L’apparecchio si chiama “Zapper” e promette di distruggere «batteri, virus e funghi» guarendo da tutte le malattie. Alcune versioni della macchinetta prevedono luci e suoni che creano un’atmosfera ancora più suggestiva.

Dopo qualche anno dalla pubblicazione del suo libro, si formò un discreto seguito di seguaci delle teorie della biologa e ciò le permise di investire i suoi guadagni nell’apertura di un centro di cura privato che venne inaugurato in Messico, in un’area piena di cliniche olistiche e che praticavano trattamenti alternativi. La clinica ebbe un immediato successo e cominciarono a emergere le prime testimonianze di pazienti entusiasti dei trattamenti ricevuti e delle guarigioni ottenute.

Le cure si basavano tutte sulle applicazioni con lo Zapper e su una dieta strettissima a base di succhi di frutta in quantità enormi o in particolari diete unite ad integratori e vitamine. Queste “terapie” permettevano l’espulsione delle tossine e dei parassiti dai corpi dei malati che venivano quindi giudicati guariti e rimandati a casa dopo aver pagato un conto molto salato. I trattamenti non si rivolgevano solo ai malati di cancro ma a chiunque ne facesse richiesta, dato che, secondo la Clark, le terapie erano utili per qualsiasi tipo di patologia. La Clark invitava inoltre i pazienti ad evitare le cure della medicina scientifica e a non raccontare ai medici quello che stavano facendo.

Come “dimostrazione” dei risultati, i pazienti erano invitati a conservare ciò che veniva espulso dal loro corpo con le normali funzioni fisiologiche, spiegando che lì si trovavano i “parassiti” che causavano la malattia. In varie immagini fornite dagli stessi pazienti come evidenza delle “tossine” espulse, si nota che questi residui altro non sono che le normali fibre della frutta e della verdura o i semi e le bucce contenute nei litri di succhi bevuti durante la “cura”. La Clark non ha mai catalogato i presunti casi guariti in maniera sistematica e corretta ma, come spesso accade, ha lasciato che fossero gli stessi pazienti a dichiararsi guariti e a formare una sorta di passaparola. Un passaparola che grazie a internet si è diffuso in tutto il mondo.

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La richiesta delle autorità americane di fornire riscontri delle sue presunte guarigioni non ebbe mai risposta. A chi chiedeva di saperne di più la dottoressa indicava la lettura del suo libro. Qui la donna descrive 138 casi di pazienti in cura presso i suoi centri (e dice che di questi ne sono stati guariti 103) e questa è l’unica prova “ufficiale” fornita dalla biologa americana. In più della metà dei casi elencati nel suo libro non vi è nemmeno una diagnosi certificata della malattia descritta e l’elenco parla anche di guarigioni da AIDS senza che vi sia alcun documento che certifichi la condizione del presunto malato. Altri casi sono reperibili in rete nei suoi siti o in testimonianze estemporanee. In queste testimonianze si notano la stessa approssimazione, gli stessi termini vaghi, le medesime conclusioni forzate che si riscontrano in altre vicende simili.

Tra i casi “risolti” si leggono infatti lettere di ringraziamento, testimonianze non attinenti (ad esempio una donna che ringrazia la Clark di averla guarita da un’allergia quando è inserita nei casi di guarigione dal cancro) o assolutamente inutili (come la testimonianza di un miglioramento degli esami del sangue di fronte ad un peggioramento della malattia). È una storia simile a tante altre e come tante altre ha fatto diverse vittime, come la donna che denunciò la guaritrice americana perché questa le aveva comunicato che il suo tumore derivava dalla polvere dell’appartamento nel quale abitava e dalle amalgame dentarie inserite negli anni per problemi odontoiatrici. Questa donna fu sottoposta alla solita dieta a base di succhi di frutta, integratori e vitamine e si sottopose alla rimozione di tutti i molari e degli incisivi che erano i denti con le amalgame accusate di essere causa della malattia. Purtroppo, come ipotizzabile, il tumore progredì, decuplicando le sue dimensioni, la donna fu sottoposta ad intervento chirurgico e terapia ma troppo tardi: morì pochi mesi dopo.

Proprio i problemi legali indussero la biologa a trasferirsi definitivamente in Messico dove le leggi in vigore sono molto meno severe di quelle statunitensi e qui continuò la sua attività.

La spiegazione fornita dalla donna per spiegare questo trasferimento fu quella solita: un complotto delle case farmaceutiche non le permetteva di continuare la sua attività nel paese d’origine. La sua fama era ormai consolidata, le vendite del libro andavano bene (è stato tradotto in 5 lingue, italiano compreso) ed i suoi aggeggi elettronici venivano prodotti per l’esportazione in tutti i paesi del mondo.

In Italia sono stati identificati diversi centri “olistici” ed erboristerie che, con la scusa di un test diagnostico sulle intolleranze, sottoponevano gli incauti clienti (a volte anche con la complicità di medici) ad una seduta con il “Syncrometro”. Le diagnosi variavano, ma inducevano quasi sempre il soggetto sotto esame all’acquisto di integratori, erbe e tisane per “curare” malattie inesistenti, false intolleranze e strane infestazioni.

Il finale della storia è tragicamente esemplare. Dopo un lungo periodo di silenzio, Hulda Clark fu ricoverata in ospedale. Il suo staff tramite il sito internet ufficiale si affrettò a tranquillizzare i seguaci parlando genericamente di problemi alla schiena. Dopo qualche giorno, nel settembre 2009, l’annuncio della morte della donna. Anche in questo caso, nel sito ufficiale, i riferimenti parlavano di un problema alla colonna vertebrale.

Un giornalista scientifico americano riuscì a procurarsi il certificato di morte della donna che parlava chiaro: Hulda Clark morì di mieloma multiplo, una neoplasia del sangue. Triste destino per una persona che si diceva capace di diagnosticare e curare tutti i tipi di cancro e raccomandava di non rivolgersi agli ospedali per la cura. Nel suo caso non riuscì né a diagnosticare né a curare il suo tumore e si rivolse proprio a quegli ospedali che tanto biasimava. Di lei restano i suoi libri e lo staff che cerca di mandare avanti, dopo il prevedibile calo di successo conseguente alla morte del “guru”, un’attività fatta di illusioni e promesse mai mantenute.