Abbinare immagini può riservare delle sorprese

  • In Articoli
  • 13-04-2012
  • di Gianni Sarcone, Marie-Jo Waeber
Punti di vista

Osservate bene le due foto del Duomo di Firenze (in figg. 1.A e B) e confrontate tra di loro la pendenza della facciata e della torre... Bene, sapete dire se l’angolazione dello scatto è identica o diversa?
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Fig. 1 - ©G. Sarcone, www.archimedes-lab.org


Identiche
Vi stupirà scoprire che le due foto sono perfettamente uguali, cioè sono state scattate dal medesimo punto di vista! Eppure ci sembrano diverse; tanto è vero che, nella prima foto, il contrafforte e la torre appaiono più inclinati. Colpa del nostro sistema visivo: succede che il nostro cervello tende a interpretare le due immagini distinte come facenti parte di una scena unica, pertanto si fa “confondere” da alcune regole prospettiche.
Benché in ogni singola foto le linee di fuga verticali del duomo CONVERGANO verso l’alto (zenit, v. fig. 2.A), l’accostamento di ambedue le foto sembra produrre l’effetto inverso. Ad esempio, se ci concentriamo sui contrafforti, si ha l’impressione che DIVERGANO, l’uno rispetto all’altro (fig. 3). Si tratta forse di un fenomeno di “ipercorrezione” o di “risistemazione” percettiva effettuato dal nostro cervello: come se l’occhio percepisse la scena vista dall’alto in basso e quindi l’interpretasse come fosse un’unica scena in prospettiva con tre punti di fuga, detta a “volo d’uccello” (fig. 2.B). Comunque sia, questo strano effetto visivo è conosciuto da tempo dai fotografi professionisti.

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Fig. 2. Esempi di prospettive con 3 punti di fuga

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Fig. 3. - I contrafforti - evidenziati in rosa - sembrano divergere, invece sono paralleli


Gianni A. Sarcone e Marie-Jo Waeber: Sono i fondatori e curatori del progetto Archimedes' Lab (www.archimedes-lab.org). Autori di saggi e libri divulgativi sul tema delle scienze cognitive che spaziano dalla percezione visiva ai giochi di logica, collaborano con testate nazionali e internazionali autorevoli.