Cure stravaganti e curatori miracolosi

Gli Stati Uniti sono sempre stati un ambiente favorevole per gli spacciatori di teorie e di cure strampalate, in particolare da quando, nel ventesimo secolo, la crescita del benessere ha registrato l’aumento del numero di cittadini disposti a comperare ad alto prezzo farmaci magici ed elisir di lunga vita.

Già nel 1918, ad esempio, un certo Arthur De Collard riuscì a persuadere il Parlamento della Virginia ad autorizzarlo a esercitare la “poropatia”, terapia che curava ogni male senza medicinali per bocca, ma strofinando unguenti che attraverso i pori della pelle raggiungevano l’organo malato. Negli stessi anni, un istituto di San Francisco rilasciava, ovviamente dietro lauto compenso, diplomi in “Antiscienza”, disciplina che insegnava a guarire tutti i mali mediante un metodo detto di “trasmissione mentale”; invece l’Istituto dei Filosofi Cristiani di Oakland, tramite consultazioni personali o per corrispondenza, insegnava a scoprire il proprio sesto senso, che avrebbe corazzato chi lo possedeva contro ogni malattia.

Orrin Robertson del Missouri, che diceva d’esser nato grazie alla diretta assistenza dell’arcangelo Gabriele, si proclamava dottore in un infinito numero di scienze e curava i malati servendosi di teoremi di geometria (come, non si riesce a capire), mentre Albert Abrams, morto milionario nel 1924, sosteneva di poter diagnosticare qualsiasi malattia analizzando alcune gocce di sangue. Un giorno un burlone gli inviò una provetta con alcune gocce di sangue di pollo, e Abrams rispose con una lunga dissertazione in cui, tra l’altro, affermava che il paziente soffriva di piorrea ed era di religione battista.

Era quasi impossibile avere un panorama completo dei culti e delle sette mediche americane: i seguaci di Alexander Dowie, per esempio, dicevano che quando il loro profeta toccava un malato ogni male scompariva, del resto Dowie stesso aveva dichiarato di essere il profeta Elia ridisceso in terra. Che si vuole di più? Il

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La più diffusa tra tutte queste incredibili dottrine era la “Christian science”, fondata nel secolo precedente da Mary Baker Eddy. Secondo tale dottrina, la malattia non era altro che un prodotto dell’immaginazione: distruggendola nella mente perdeva ogni realtà. I seguaci quindi curavano il cancro, il diabete, la tubercolosi con i dieci comandamenti e il Sermone della Montagna. La fondatrice di questa disciplina si sposò tre volte e tutti e tre i suoi mariti morirono dopo essere stati “curati” secondo i suoi precetti, ma questo non impedì alla “Christian science” di diffondersi fino ad avere più di 300.000 seguaci.

La bomba atomica diede origine a tutta una serie di prodotti che ebbero molta fortuna: nel 1949 venne arrestata una donna che aveva smerciato “acqua radioattiva” e “polvere atomica”, che riteneva efficaci per curare i calli, il cancro, la polmonite e per aumentare la produzione di uova delle galline. Apparve quindi la “matita radioattiva”, venduta all’alto prezzo di 300 dollari, che se conservata sotto la camicia emanava un potere tale da ridare l’energia sessuale, impediva lo sviluppo del cancro e, se abbinata ad un’altra invenzione detta “cellula maestra” del costo di 100 dollari, impediva all’organismo di invecchiare.

Nel luglio 1950 avvenne a Rochester, nello stato di New York, una grande manifestazione religiosa promossa da alcuni pastori evangelici, che la organizzarono come un circo equestre con autotreni, tendoni, sedili, palcoscenici smontabili. Da sei a diecimila persone andavano ogni sera ad assistere ai “miracoli”, in un’atmosfera satura di tensione religiosa.

Tra gli altri, il pastore Kerr annunciò sui giornali di essere in grado di guarire i ciechi, i malati di cancro, i sordomuti. Una sera, nel tendone ribattezzato “Tempio della Fede”, liberò una signora dal cancro e restituì l’udito a un sordo; concluse la serata ridando la vista a una cieca soffiandole sulle palpebre, dopo dieci minuti di preghiere e di urli. Invece dell’esultanza che ognuno si aspettava, l’ex-cieca, forse scordandosi della parte che aveva imparato, andò a sedersi di nuovo al suo posto, senza fare una piega.

Questa era l’America nella prima metà del XX secolo; ma purtroppo, a quando possiamo leggere su Facebook e su tanti siti web, le cose sono cambiate molto poco...