Bagliori nel buio

di Robert Lieberman, con D.B. Sweeney, Robert Patrick e James Garner<br>USA, 1993

La storia è quella di Travis Walton, un giovane taglialegna mormone misteriosamente scomparso in un bosco. Al suo ritorno, cinque giorni dopo, racconterà di essere stato rapito da un UFO a bordo del quale strani esseri umanoidi, simili agli extraterrestri di Incontri ravvicinati del terzo tipo, hanno condotto strani esperimenti su di lui. Il sottotitolo del film diceva "una storia vera" e apparentemente inspiegabile. Il caso in realtà è stato indagato già diversi anni fa da Philip Klass, noto investigatore americano di avvistamenti UFO, e riportato nel suo libro UFO's: The Public Deceived.

Come stanno i fatti allora?

Walton fu sottoposto alla macchina della verità subito dopo l'incidente, ma il primo test fallì miseramente, l'esaminatore si dichiarò convinto che Walton mentiva e lo scoprì mentre tratteneva il fiato nel tentativo di "battere la macchina". I test successivi vennero definiti "nella migliore ipotesi, inconcludenti". La polizia si dichiarò subito scettica del caso perché aveva scoperto che, pochi giorni prima del "rapimento", Walton aveva avvisato la madre che "se un UFO avesse dovuto rapirlo lei non si doveva preoccupare perché sarebbe ritornato sano e salvo!" Le tipiche rassicurazioni che un figlio devoto fa alla madre prima di uscire la sera. Interrogata dalla polizia dopo la scomparsa del ragazzo, infatti, la madre non mostrò la minima preoccupazione. Inoltre, sul luogo del rapimento - che sarebbe avvenuto per mezzo di un raggio di luce lanciato sul ragazzo dall'UFO sospeso a mezz'aria - non vennero ritrovati né segni di bruciature (nonostante il terreno fosse ricoperto di aghi di pino secchi e di rami), né impronte, né sangue o nessun altro tipo di prove fisiche (Walton fu gettato a terra contro una roccia da un altezza di dieci metri ma, nella realtà, nessuna ferita fu trovata addosso al ragazzo). Si disse poi che i testimoni erano tutti attendibili, ma Walton aveva un passato di furti e assegni a vuoto, uno degli altri testimoni aveva scontato tre anni in prigione per rapina a mano armata. Che interesse avrebbero avuto Walton e i suoi amici per inventarsi tutta la storia? Cosa ci avrebbero guadagnato? Innanzitutto, Walton vendette la storia ad un popolare settimanale scandalistico americano, il National Enquirer, per 5.000 dollari (Otto milioni di lire del 1975); dopodiché tentò di vincere il premio di 100 mila

dollari messo in palio dallo stesso giornale per "la più convincente storia di UFO", scrisse un libro basato sull'incidente, vendette la storia a numerose altre riviste e stazioni televisive ed in ultimo all'industria cinematografica.).Qualcosa dunque ci ha guadagnato. Al di là dell'attendibilità (o della sua mancanza) il film, visto come racconto di fantascienza, delude. Un settimanale lo ha definito, piuttosto, "una sorta di Chi l'ha visto? in versione USA". Gli effetti speciali non sono particolarmente emozionanti e non aggiungono niente di nuovo alla cinematografia UFO.