Gli errori di "Apollo 13"

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  • 27-07-2001
  • di Marco Cagnotti
Nelle ultime settimane si è fatto un gran parlare di "Apollo 13", il film che narra la vicenda della sfortunata missione spaziale durante la quale gli astronauti Lovell, Haise e Swigert rischiarono di morire a causa dell'esplosione di un serbatoio di ossigeno e dovettero rientrare sulla Terra senza essersi posati sulla Luna. Certamente non è questa la sede adatta a una recensione cinematografica, tuttavia non possiamo non rilevare che, dal punto di vista scientifico e tecnologico, la ricostruzione dell'impresa sarebbe potuta essere più accurata. In particolare due errori attirano immediatamente l'attenzione dello spettatore che, pur non essendo al corrente dei dettagli della missione, assista alla proiezione del film con occhio smaliziato. Nel vuoto dello spazio il suono non si propaga. Questo significa che le esplosioni sono assolutamente silenziose e le perdite di gas non producono alcun rumore. Troppo spesso registi, sceneggiatori e consulenti di film di ambientazione spaziale ignorano questo fatto. Purtroppo è il caso anche di "Apollo 13": nelle riprese dall'esterno della navicella si sentono i sibili provocati dai motori e dall'ossigeno che fuoriesce dal serbatoio danneggiato. Ci chiediamo se sia una banale dimenticanza oppure una scelta, forse compiuta per rendere più verosimile il fenomeno, in realtà violando una legge fisica elementare. Se è così, siamo proprio sicuri che una rappresentazione più realistica, cioé priva di rumori, sarebbe stata meno convincente? Il secondo grave errore riguarda le comunicazioni con la base di Houston. Nel corso di ogni missione "Apollo" il sorvolo della faccia nascosta della Luna coincideva con un periodo di black-out radio, durante il quale le comunicazioni con la Terra erano impossibili. E' molto strano quindi che nel film i tre astronauti, guardando la superficie lunare e osservando Fra Mauro, il cratere nel quale sarebbero dovuti allunare se la missione avesse avuto successo, si trovino nell'impossibilità di comunicare con Houston. Infatti Fra Mauro è quasi al centro della faccia che il nostro satellite rivolge perennemente verso la Terra. Inoltre, se la ricostruzione fosse corretta, dovremmo pensare che l'allunaggio sarebbe dovuto avvenire in una zona in cui le comunicazioni sarebbero state impossibili, con tutti i rischi che una scelta del genere avrebbe comportato. Nessuna delle missioni "Apollo" si è mai posata in una regione sulla faccia nascosta della Luna. Ai film di fantascienza si possono perdonare molte cose. Il loro scopo non è descrivere ciò che si può realizzare oggi, ma mostrare ciò che forse si potrà fare in un futuro più o meno lontano. Se quello che vediamo sullo schermo non è in manifesta contraddizione con le più elementari leggi della fisica, possiamo accettarlo e lasciarci trasportare con la fantasia in un mondo in cui scienza e tecnologia saranno più evolute. Tuttavia con un film che pretende di ricostruire lo svolgersi di eventi realmente accaduti dobbiamo essere più severi ed esigenti. A maggior ragione quando la scienza e la tecnica rappresentano uno degli ingredienti essenziali della vicenda.

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