C'è un UFO in quel quadro?

Lo strano caso dell'oggetto volante in un quadro del '400

  • In Articoli
  • 12-12-2003
  • di Diego Cuoghi
"Intanto l'uomo comune aveva perduto la capacità di riconoscere i soggetti dell'arte antica e di comprenderne i significati. Erano sempre meno le persone che leggevano i classici greci e relativamente poche quelle che conoscevano la Bibbia come l'avevano conosciuta i loro nonni. Le persone di una certa età oggi restano sgomente nel vedere quanti riferimenti biblici siano ormai incomprensibili alle ultime generazioni".
Kenneth Clark

(dall'introduzione a Dizionario dei soggetti e dei simboli nell'Arte di James Hall)
Se in un qualsiasi motore di ricerca Internet inseriamo il nome "Paolo Uccello", o le parole "Madonna e San Giovannino", vedremo comparire moltissimi risultati che rimandano non a musei o pinacoteche, ma a pagine di carattere ufologico.

Da qualche tempo infatti la ricerca di testimonianze di avvistamenti di UFO si è rivolta al passato e in particolare alla storia dell'arte. Sono stati pubblicati libri e pagine web con riproduzioni di dipinti, soprattutto medievali e rinascimentali, che vengono portati come prove di avvistamenti di "oggetti volanti non identificati" nei secoli passati.

Uno dei libri più recenti è Narrano antiche cronache di Roberto Volterri (Hera). L'autore passa in rassegna decine di "casi" invitando più volte e con insistenza i lettori a dare la caccia, in libri, musei e pinacoteche, a "piccoli e grandi elementi, dettagli, spunti che potrebbero suggerire anche interpretazioni ufologiche".

Purtroppo, il metodo seguito da questi "cacciatori di UFO" è proprio questo, e non richiede assolutamente la minima conoscenza in campo storico-artistico. Basta prendere un libro con riproduzioni d'arte, meglio se opere precedenti al secolo XVII, e cominciare a cercare in tutti i quadri i "particolari strani", soprattutto a forma lenticolare, ovvero di "disco volante". In questo modo si riesce facilmente a trovare qualche particolare che sembra bizzarro e si può dichiarare questo o quell'oggetto incongruo rispetto all'ambiente o all'epoca dell'opera d'arte, e quindi "alieno" ed extraterrestre.

In campo scientifico non si potrebbe lavorare in questo modo, nessuno prenderebbe sul serio chi decontestualizza l'opera d'arte per reinterpretarla secondo i canoni dell'attualità, o chi ragiona basandosi su banali similitudini: quella nuvola "sembra" un moderno UFO da film di fantascienza? Allora "è" un UFO.

Non viene fatto nessun tentativo di informarsi sugli stili pittorici dell'epoca o sul possibile significato simbolico di quegli "strani" elementi, che così sono presi per raffigurazioni realistiche di "oggetti volanti non identificati" osservati dal vero dagli artisti. Come se un autore del Quattrocento italiano, o un anonimo pittore di icone bizantine, avesse davvero potuto inserire in un dipinto a soggetto religioso qualcosa di non "canonico" e codificato. Chi sceglieva i soggetti e ne controllava puntigliosamente l'esecuzione era infatti la committenza (in molti casi istituzioni religiose) che mai avrebbe permesso all'autore di rappresentare altro da ciò che era stato in precedenza concordato, soprattutto nel caso di immagini sacre che dovevano rispettare regole iconografiche ben precise.

La Madonna dell'UFO

Basta un esame nemmeno troppo approfondito e tutte queste opere d'arte si rivelano simili a moltissime altre della stessa epoca e con lo stesso soggetto, e gli "oggetti volanti" risultano facilmente identificabili quindi non incongrui rispetto alla tradizione artistica e alla simbologia cristiana. Sfogliando le gallerie di "Arte UFO" troviamo così il cappello da cardinale di San Gerolamo, dipinto da Paolo Uccello nella Tebaide (1467) scambiato per un UFO in volo; Il Sole e la Luna, raffigurati nelle crocifissioni bizantine in maniera antropomorfa, interpretati come astronavi con esseri alieni al loro interno; il cerchio di nubi e angeli dal quale partono i raggi della Grazia Divina, visibile in tanti dipinti che raffigurano l' Annunciazione o il Battesimo di Cristo, che diventa un disco volante attrezzato per una abduction;il Globo del Creato, che compare in tante Trinità assieme a Gesù, Dio Padre e lo Spirito Santo, che invece è scambiato per un satellite artificiale con telescopio e antenne... e così via, da un equivoco all'altro (per la trattazione di questi casi vedi la pagina web: www.sprezzatura.it/Arte-UFO.htm)

L'opera "ufologica" più conosciuta e citata in libri e pagine web è però la Madonna con Bambino e San Giovannino esposta a Palazzo Vecchio a Firenze (vedi foto). È stata attribuita a Jacopo del Sellaio o, più recentemente, a Sebastiano Mainardi, artisti della fine del Quattrocento fiorentino, l'epoca della Repubblica e delle predicazioni di Gerolamo Savonarola.

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Questo dipinto, conosciuto ormai come la Madonna dell'UFO, è stato inserito in un rapporto pubblicato negli Stati Uniti dalla UFO Research Coalition e citato come unica raffigurazione antica di un UFO. In un articolo di Daniele Bedini, pubblicato in Notiziario UFO - n. 7 (Luglio - Agosto 1996) leggiamo che sullo sfondo "si rileva chiaramente la presenza di un oggetto aereo, color grigio piombo, inclinato sulla sinistra e dotato di una "cupola" o "torretta", apparentemente identificabile come un mezzo volante di forma ovoidale in movimento".

Lo stesso dipinto è stato citato anche nella mostra Leonardo e l'Europa - Dal disegno delle idee alla profezia telematica, tenuta ad Assisi nel 2000. Il curatore lo propose come introduzione al tema "Arte-scienza del volo" interpretandolo come la prima visualizzazione della sfera volante di Leonardo. L'autore a cui è stata attribuita, Sebastiano Mainardi, faceva parte infatti della cerchia del grande artista scienziato.

A prima vista quell'oggetto che compare alle spalle della Vergine pare davvero strano: una piccola nuvola scura dalla quale escono raggi luminosi. C'è perfino un uomo su una collina che guarda proteggendosi gli occhi con una mano, e pure il cane vicino a lui osserva l'apparizione in cielo. Ma questa non è la sola particolarità del dipinto, in alto a sinistra vediamo infatti la Stella della Natività accompagnata da altre tre piccole stelle o fiammelle. I simboli religiosi presenti in questa Madonna sembrano rifarsi a un'iconografia più antica, che nella Firenze dell'umanesimo e del neoplatonismo si era perduta. Le tre stelle infatti sono visibili in dipinti del secolo precedente, ma soprattutto nelle icone bizantine. Si trovano raffigurate spesso nel velo (sulle spalle e sulla fronte); altre volte vengono sostituite da tre raggi che colpiscono la Madonna nell'Annunciazione, ma in tutti i casi sono un simbolo della triplice verginità di Maria, prima, durante e dopo il parto.

Anche il particolare dell'uomo che guarda l'apparizione è presente in tante Natività del Quattro e del Cinquecento. In molti casi l'uomo, spesso accompagnato dal gregge e da un cane, si ripara gli occhi con la mano. È la scena dell'annuncio ai pastori, narrata nel vangelo di Luca:

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"C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l'angelo disse loro: "Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore"".
L'angelo in alcuni dipinti appare a figura intera, a volte circondato dalla luce, in altri è invece esce parzialmente da una nube. Anche in un altro tondo, attribuito alla scuola dello stesso Sebastiano Mainardi e conservato nella chiesa dello Spirito Santo a Sommariva Perno, vediamo la stessa scena del pastore che, con la mano sulla fronte, guarda verso l'apparizione dell'angelo. In alto, sopra la testa della Madonna appare anche la nube luminosa, inclinata come nel tondo di Palazzo Vecchio.

Nel caso in esame però, anche a un forte ingrandimento, quell'oggetto non rivela la presenza di un angelo come nel racconto evangelico e nell'altro tondo, ma solo della nube che irradia luce. Dobbiamo ricordare che in quell'epoca i soggetti sacri non venivano tratti solo dai quattro vangeli canonici, (Marco, Matteo, Luca e Giovanni) ma anche dagli Apocrifi, testi più tardi, spesso di carattere popolare e narrativo. Uno dei più famosi era il Protovangelo di Giacomo, dal quale Giotto trasse le Storie dell'Infanzia di Maria, il più citato nella definizione del dogma della Verginità. E proprio in questo vangelo apocrifo troviamo una scena della Natività in cui non compare un angelo, come nella versione più conosciuta, ma una "nube luminosa":
"[19, 2] Si fermarono nel luogo dov'era la grotta, ed ecco una nuvola luminosa adombrava la grotta. [...] E subito la nuvola si dissipò dalla grotta e apparve una grande luce nella grotta, tanto che i nostri occhi non la potevano sopportare" (I Vangeli Apocrifi, a cura di Marcello Craveri, Torino, 1969, p. 21).
Anche in questo caso abbiamo l'accenno a una luce abbagliante, che giustifica il gesto del pastore che si ripara gli occhi con la mano. La scena della natività con la sola nube è meno diffusa, ma la possiamo trovare, ad esempio, in una Natività (1424) del pittore tedesco Master Francke. Nella Natività di Lorenzo Monaco (Metropolitan Museum, New York) invece la nube luminosa, molto simile a quella del tondo di Mainardi, compare sulla testa della Madonna mentre a destra l'angelo, sbucando da un'altra nube luminosa, appare ai pastori.

Mario Bussagli in Storia degli angeli (Rusconi, 1991) scrive che "nel complesso il Medioevo si rivelò come un periodo centrale per lo sviluppo dell'iconografia angelica, le cui soluzioni furono successivamente reinterpretate in senso decisamente naturalistico dalle successive culture rinascimentale e barocca. È il caso degli "Angeli nuvola" che vennero più avanti riproposti come figure alate sorrette da soffici cuscini di vapore".

Ecco quindi che la "Madonna dell'UFO" a un esame più accurato si rivela "solo" una bella opera d'arte rinascimentale, che non contiene raffigurazioni di fantascientifici UFO ma che, al contrario, forse in seguito alle infuocate predicazioni di Gerolamo Savonarola nella Firenze di fine Quattrocento, si rifà a concetti stilistici arcaici, con richiami alle icone bizantine e a raffigurazioni sacre più antiche.
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Diego Cuoghi
Artista, grafico, studioso di storia dell'achitettura. Sul suo sito, www.diegocuoghi.com , si trovano altre analisi di "UFO nei quadri".