Il fenomeno della SARS

Complotto militare internazionale o naturale evoluzione virale?

  • In Articoli
  • 12-12-2003
  • di Andrea Mastino

L'epidemia che ha colpito l'Asia orientale (Cina, Hong Kong) sembra arricchirsi di sviluppi fantasiosi e apocalittici. L'indagine sulle cause appare la più curiosa e quella che nutre fantastiche visioni in molti. In generale si pensa, erroneamente, che epidemie di questo tipo, così cruente e fulminanti, con una trasmissibilità così elevata, siano fuori dal normale "evolvere della natura". Vengono fuori dalle masse angosciose paure che scatenano l'idea di complotti militari, o addirittura i più mistici parlano di "punizioni della divina provvidenza". La realtà è ben altra.

È molto probabile che l'agente causale sia un virus, un Coronavirus, che in compartecipazione, non se n'è certi, con qualche batterio patogeno inneschi quella sindrome che prende il nome di SARS. Ora è necessario chiarire un punto molto importante: i virus non sono degli organismi viventi autonomi. L'attività biologica di un virus è sempre connessa con il suo ospite specifico, e di questo sceglie un sito d'azione, che gli permette di scatenare la sua riproduzione smisurata. È ovvio che per far questo deve andare incontro alle difese dell'ospite, quindi deve sempre rinnovare il suo arsenale biochimico d'attacco; non solo ma spesso, grazie a mutazioni genetiche frequenti, riesce a cambiare modo d'attacco.

Appare strano che non possano definirsi organismi viventi a tutti gli effetti, ma siamo in un campo molto delicato, dove semplici molecole replicative (DNA, RNA) "decidono" e hanno autonomia di scelta sulla strategia da seguire. La stessa origine della vita sembra legata ad alcuni virus, o meglio a queste modalità degli acidi nucleici di fare delle "scelte".

L'uomo in tutto questo c'entra ben poco, sembra veramente molto fantasioso far derivare questo coronavirus da una manipolazione genetica militare. Esistono una serie di precedenti che c'illustrano come questi virus riescono oggi ha trasmettersi anche tra esseri appartenenti a differenti specie: strategia evolutiva. Siamo di fronte a una rigida selezione molecolare che porta questi virus ad adattarsi ad altri siti d'azione anche più affini dei precedenti. S'ipotizza così per le pandemie del 1918/1919, quando l'influenza spagnola colpì tra i 20 e i 40 milioni di persone, il virus avesse avuto origine nei maiali, fosse mutato e passato all'uomo. Nel 1957 l'influenza asiatica colpiva un milione di persone, il virus arrivava dalle anatre. Altra influenza aviaria, che colpiva l'Asia tra il 1997/1998, la cui origine era da imputare ai polli: ne furono sterminati un milione e mezzo per contenere l'epidemia. La storia dell'uomo è ricchissima di queste pandemie disastrose, che sono spesso avvantaggiate anche dalle condizioni ambientali che il virus trova. La Cina è il paese più popoloso del mondo e i siti di maggior contagio hanno un'elevata densità di popolazione: il virus ha trovato un ambiente favorevole al suo scopo, e la SARS è dilagata.

Sono da annoverare inoltre gli scarsi, se non assenti, controlli igienico-sanitari sul bestiame da allevamento. Spesso i mangimi presentano elementi di dubbia origine, che non fanno che creare terreno di coltura per nuovi agenti patogeni virali e non. Non si possono, quindi, lanciare caotici allarmismi, gridando al complotto militare, al "supergoverno mondiale" e quant'altro la fantascienza ha creato.

Ricordiamoci sempre che gli elementi base di cui sono fatti i virus (DNA, RNA) esistono da ben tre miliardi di anni circa, l'uomo e le sue strategie difensive da molto meno, però possiamo con razionale controllo aumentare e ricercare nuove tecniche igienico-profilattiche per prevenire o meglio limitare il contagio di questi atavici esseri che sono i virus.

 

Andrea Mastinu

studente di Scienze Biologiche presso l'Ateneo di Cagliari, [email protected]