Ingannevoli obliquità visive (1)

  • In Articoli
  • 27-12-2012
  • di Gianni Sarcone e Marie-Jo Waebber
Incredibilmente, due semplici linee parallele appaiono convergenti se intersecate da segmenti inclinati con angolazione opposta per le due.
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fig. 1
Il nostro cervello interpreta e ‘rettifica’ in maniera erronea l’intersecazione di linee rette o figure regolari, dette ‘figure indotte’, con altre linee o figure di sfondo oblique rispetto alle prime, dette ‘figure inducenti’, facendo apparire le prime come inclinate o addirittura distorte. Questo genere di illusione cognitiva è conosciuta in inglese come Twisted cord illusion, cioè l’illusione della corda ritorta. Infatti, la disposizione dei segmenti obliqui fa pensare ai fili intrecciati di una corda (figura 1).
Alcuni ricercatori credono che le ragioni di questa ‘svista’ siano da ricercare nella nostra corteccia visiva primaria (nota anche come corteccia striata): molto probabilmente le cellule sensibili all’orientamento, codificando e stimando sommariamente gli angoli di intersecazione e le differenze di luminosità, interpretano la serie di piccole linee oblique (“texture” di sfondo) come una singola linea inclinata.
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fig. 2
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fig. 3
Come potete vedere nelle figure 2 e 3, le linee verticali, benché parallele, sembrano seguire l’inclinazione della serie di elementi che le compongono. L’illusione in figura 3 è forse la più antica variante, descritta nel 1860 dall’astrofisico tedesco Johan Karl Zöllner, e ci permette di intuire che nell’illusione entra in gioco anche un effetto di prospettiva. La sovrapposizione di segmenti obliqui crea la sensazione di un allargamento angolare che contribuisce a dare l'impressione che la parte inferiore delle linee più lunghe (quelle verticali) sia più vicino all’osservatore, mentre la parte superiore sembra più distante.
Nel prossimo numero presenteremo alcune altre varianti interessanti tra cui l’illusione “Café Wall” (muro del caffè bar) e l’illusione di Fraser.
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fig. 4