Ingannevoli obliquità visive (2)

  • In Articoli
  • 11-04-2013
  • di Gianni Sarcone e Marie-Jo Waeber

File di mattonelle che appaiono convergenti


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Fig. 1
L’illusione nota come “café wall effect” (effetto parete da bar, v. Fig. 1.a) è un’illusione visivo-geometrica nella quale file sfasate di piastrelle con colori contrastanti vengono viste come inclinate e convergenti, benché siano perfettamente dritte e parallele tra loro!

Questa illusione dipende molto dal sottilissimo spazio di colore intermedio (la malta) che s’intravede tra le file di mattonelle.
L’effetto è stato descritto per la prima volta nel lontano 1898 dallo psicologo A. H. Pierce.[1] Una variante della stessa è stata descritta da un altro psicologo, H. Münsterberg[2], nel 1897.

Il motivo esatto per cui vediamo le file di piastrelle in modo totalmente “caotico” o “storto” non è ancora noto. Tuttavia, si ipotizza che sia connesso all’illusione della “corda ritorta” (in inglese: twisted cord illusion) che abbiamo già avuto modo di commentare nel precedente numero di Query (n. 12 Inverno 2012 ).

Grosso modo, l’illusione funziona grazie al principio del “contrasto simultaneo di luminosità” che modifica e intensifica le differenze di luminosità nei colori adiacenti. Nelle Figg. 1.b e c è illustrato sommariamente come il grigio intermedio delle linee divisorie viene “rielaborato” negli strati del nostro sistema visivo: le rette vengono, infatti, percepite come allineamenti “subliminali” di segmenti scuri obliqui (Fig. 1.c).

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Fig. 2
In conclusione, le file di mattonelle, in alternanza bianche e nere, inducono un effetto di luminosità sulle rette che, a loro volta, ricambiano con un effetto di distorsione sulle file di mattonelle. Le Figg. 2.a, b e c mostrano alcune nuove e suggestive varianti del “café wall effect”.











Note

1) Pierce, A.H. (1898). “The illusions of the kindergarten patterns”. Psych. Review, 5 (3), pagg. 233-253.
2) Münsterberg, Hugo (1897), “Die verschobene Schachbrettfigur”. Zeitschrift für Psychologie und Physiologie der Sinnesorgane, 15, pagg. 184-188.