Immagini autocinetiche: movimento traslatorio

  • In Articoli
  • 12-01-2015
  • di Gianni Sarcone e Marie-Jo Waeber
Tutto si muove e tutto cambia. Già nell’antichità, il filosofo greco Eraclito capì che: «Non c'è nulla di permanente tranne il cambiamento». Il movimento è alla base della vita stessa, anche se alcuni oggetti si muovono molto, ma molto velocemente (come gli elettroni)e altri in modo così lento (un albero che cresce, ad esempio) da apparire statici.

Ogni specie animale ha sviluppato un apparato della percezione del movimento specifico - maggiormente adatto alla sua sopravvivenza - che gli permette di anticipare gli attacchi di un predatore o di contrastare la fuga di una preda. Per ovvi motivi, la sensibilità al movimento è maggiore nel campo visivo periferico dell’occhio. In quell’area, i fotorecettori sono così sensibili che, a volte, avvertono del movimento, laddove non ce n’è! Anche quei movimenti impercettibili del globo oculare, chiamati “microsaccadi”, possono intensificare o generare una falsa impressione di movimento (infatti, se gli occhi fossero perfettamente immobili, ogni movimento apparente illusorio si arresterebbe).

La serie d’immagini che vi mostreremo in questa rubrica attivano aree del cervello simili a quelle attivate durante il movimento oculare effettivo. Come potete vedere nel disegno, un movimento continuo è percepito nella direzione che va dall’elemento scuro a quello chiaro. Alcuni scienziati pensano che il movimento illusorio sia dovuto alla differenza di tempistica nel trattamento dei segnali chiari e scuri che producono un output che inganna il nostro sistema percettivo del movimento.

Nel prossimo numero vi presenteremo un’illusione autocinetica che si basa sul colore.

image
©G. Sarcone, giannisarcone.com