Scettici e credenti: diversi cervelli?

Zurigo. Alcune persone sono più inclini al pensiero magico di altri. Costoro ritengono che vi sia una relazione di causa-effetto nelle coincidenze. Per esempio credono agli oroscopi o alla numerologia e pensano che i loro sogni siano premonizioni.

In un articolo recentemente pubblicato su Cortex (2002, volume 38, pp. 247-252), Kirsten I. Taylor, Peter Zaech, e Peter Brugger (pbrugger@npsy.unizh.ch) del Dipartimento di Neurologia dell'Ospedale Universitario di Zurigo hanno rilevato differenze cerebrali tra gli individui inclini al pensiero magico (che definiremo per semplicità "pensatori magici") e le persone inclini al pensiero razionale ("pensatori razionali" o "scettici").

Se viene loro chiesto di copiare un'immagine complessa e di riprodurla a memoria, i pensatori magici prestano maggiore attenzione al lato sinistro, mentre gli scettici si concentrano sul lato destro della figura. Poiché l'emisfero destro del cervello è responsabile dell'attenzione al lato sinistro dello spazio e viceversa, questo risultato mostra che i pensatori magici preferiscono usare la metà destra del cervello, mentre gli scettici usano la metà sinistra.

L'emisfero destro contribuisce al pensiero attivando concetti fra loro debolmente associati. Pertanto l'attivazione dell'emisfero destro aiuterebbe a formare e a conservare le credenze magiche, caratterizzate dall'attribuzione di connessioni tra eventi che invece non sono in relazione tra loro.

Precedenti ricerche avevano mostrato un'iperfunzione dell'emisfero destro in pazienti affetti da psicosi; ne consegue che se lo sbilanciamento emisferico trovato nei pensatori magici diventasse patologico, potrebbero sfociare in forme di delirio.