La statura non cambia nel tempo, almeno a Milano

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  • 22-06-2023
  • di Lia Confossi
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Mappa di Milano con i diversi siti archeologici selezionati in base al periodo storico (rosso: Età romana, blu: Alto Medioevo, verde: Tardo Medioevo, viola: Età moderna; i cimiteri contemporanei della collezione di scheletri del Cimitero di Milano sono situati più lontano dal centro) © Biehler-Gomez, L. et al./Scientific Reports
I nostri antenati erano bassini e poco slanciati? Non è detto, almeno per quanto riguarda la città di Milano. La statura dei suoi abitanti sembra infatti rimasta costante nell’arco degli ultimi 2000 anni.

Lo studio, pubblicato a febbraio su Scientific Reports[1], arriva dal Labanof, il Laboratorio di antropologia e odontologia forense dell’Università degli Studi di Milano. Un team guidato dalla paleoantropologa Lucie Biehler-Gomez ha analizzato gli scheletri di 549 uomini e donne provenienti dalla CAL (Collezione Antropologica Labanof), e appartenenti a sepolture di cinque epoche diverse (Età romana, Alto Medioevo, Basso Medioevo, Età moderna ed Età contemporanea). E ha scoperto che la statura media dei milanesi è rimasta sostanzialmente costante nel tempo: 168,5 centimetri per gli uomini, 157,8 per le donne.

Questo risultato potrebbe dipendere dalle particolari condizioni di Milano e dalla sua ricchezza di risorse naturali e alimentari. L’altezza degli individui, infatti, non dipende solo da fattori genetici: è anche influenzata dalla disponibilità di cibo, ed è usata dagli antropologi come indicatore di salute delle antiche popolazioni umane. «Ci sono studi in Europa che vedono un’oscillazione ben definita della statura nel tempo, con un andamento a U (più alti in Età romana e nell’Alto Medioevo, più bassi tra Basso Medioevo e Età moderna e nuovamente più alti in epoca contemporanea). Il nostro intento era verificare se la popolazione di Milano seguisse questa tendenza», ha spiegato Biehler-Gomez.

Nello studio sono stati inclusi solo individui di Milano in modo da limitare le influenze legate alla geografia del territorio, e si è scelto di focalizzarsi su scheletri provenienti da persone che appartenevano a un ceto medio-basso, in modo da avere una sostanziale uniformità di status socioeconomico. La statura degli individui ha mostrato un alto tasso di variabilità in ognuno dei cinque periodi considerati: quella maschile spaziava tra i 152 e i 195 centimetri, quella femminile tra i 144 e i 178. Nonostante questo, le analisi statistiche hanno dimostrato che la media non variava in maniera significativa nell’arco dei secoli.

Si tratta di uno dei rari studi - almeno per quanto riguarda l’Europa - che non mostrano cambiamenti dell’altezza individuale nel tempo. La ragione potrebbe essere che Milano, rispetto ad altre città, ha garantito migliori condizioni di vita anche agli strati più poveri della popolazione: era protetta da mura, in un territorio fertile e ricco di risorse naturali, posta su un fiume che garantiva i commerci e l’afflusso di risorse alimentari. Già nell'VIII secolo, il Versum de Mediolano civitate descriveva Milano come «famosa per mercanzie d'ogni qualità e piena di granaglie d'ogni sorte; v'è vino in abbondanza, e carne in gran quantità». Durante il Medioevo, la centralità politica della città portò allo sviluppo di una carità privata e pubblica e di ospedali che garantivano un tenore di vita accettabile anche per i meno abbienti. Il governo degli Sforza favorì la nascita dell’Ospedale Maggiore, dove poveri e malati potevano avere pasti a base di pane, legumi, vino e occasionalmente pesce, carne e latticini.

Questa cura per i meno abbienti tramite istituzioni pubbliche e private - proseguita fino all’età contemporanea - potrebbe quindi spiegare, almeno in parte, la stabilità dell'andamento della statura dei milanesi, nel corso degli ultimi 2000 anni.

Note

1) Biehler-Gomez, L., del Bo, B., Petrosino, D. et al., 2023. "The diachronic trend of female and male stature in Milan over 2000 years", in Scientific Reports, n. 13
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