Scuola: perché prendersela con la poesia?; Cerchi di luce; Errore, orrore!; Possessione diabolica; Ufo

  • In Articoli
  • 26-09-2012
  • a cura di Fara Di Maio

Scuola: perché prendersela con la poesia?

In Query n. 10 ho letto una frase che non mi è proprio piaciuta (anche perché, tutto sommato, in contraddizione con il contenuto di altri articoli dello stesso numero): «Un po’ come oggi nessuno si stupisce poi troppo di cosa ci permetta di fare internet, oppure le macchine fotografiche digitali, o ancora la rete telefonica senza fili globale. Sono meraviglie della tecnologia e della scienza che meritano attenzione e dedizione, magari dedicando a esse parte dei programmi scolastici (che invece si ostinano a infilare nella testa degli studenti poesie dell’Ottocento, pezzi di storia e battaglie ormai lontanissime nel tempo, matematica utile solo a se stessa e altri anacronismi a dire poco inquietanti)».

Ritengo che in quelle righe si faccia d’ogni erba un fascio, prendendosela con la scuola nel suo insieme. Fra le righe si potrebbe anche leggere un attacco all’operato degli insegnanti (che devono mettere in pratica i programmi ministeriali); si ravvisa inoltre quella che potrebbe essere una scarsa conoscenza relativa al mondo della scuola, ai diversi “contenuti” e attività che si propongono agli alunni nell’ambito dell’insegnamento della storia, dell’italiano e di altre materie affini. L’autore dell’articolo dovrebbe scendere nel dettaglio, fare esempi, produrre prove, scrivere cioè un nuovo pezzo ben argomentato (e senz’ombra di pregiudizio), nel quale spiegare perché una poesia (quale?) dell’Ottocento non risulterebbe utile per la formazione di un adolescente, che non può essere soltanto di tipo scientifico e tecnologico (come è chiaro da tempo un po’ a tutti: lo aveva capito bene anche Giacomo Leopardi). Ricordo poi che a scuola ormai da decenni non si dedica alle battaglie dell’Antichità nient’altro che il tempo ritenuto indispensabile, talvolta sottraendo a eventi cruciali lo spazio che questi meriterebbero (nel caso, tra gli altri, della battaglia di Adrianopoli del 378[1]). Fermo restando che esistono ragazzi e adulti appassionati proprio di argomenti e attività che ad altri possono sembrare inutili o noiosi.

Cordiali saluti.

Lucio Zara

Risponde Stefano Oss

L’osservazione che mi rivolge è lecita e mi spiace di avere dato l’impressione di “non andare d’accordo” con le conoscenze umanistiche e storiche ovvero, e ancora peggio, di essere in posizione critica o distruttiva nei confronti di chi opera nelle scuole del II grado di istruzione secondaria. Ciò potrebbe essere desunto dalla frase incriminata, poiché – per una mia mancanza e/o poca cura stilistica – non ho utilizzato un essenziale avverbio, i.e. “solamente”: programmi scolastici che si ostinano solamente a infilare nella testa degli studenti...

Allora, vedo di essere chiaro, come giustamente chiede il lettore.
  • (1) Sono consapevole della complessità del problema nonché della mia inadeguatezza a dare risposte definitive, peraltro impossibili in poche righe, ma non sono nuovo a questo genere di problemi: ho coordinato l’area delle scienze fisiche della SSIS (Scuola di specializzazione all’insegnamento secondario) dell’Università di Trento e sono ora responsabile, per la Facoltà di Scienze di questo stesso ateneo, dei nuovi percorsi formativi abilitanti (TFA). Ho collaborato e continuo a collaborare con IPRASE della Provincia di Trento (Istituto per la ricerca, l’aggiornamento e la sperimentazione educativi) per la redazione e messa a punto delle linee guida dei nuovi piani di studio a partire dai cicli di formazione primaria in ambito scientifico. Infine dirigo il laboratorio che, presso il Dipartimento di Fisica di Trento, si occupa da più di vent’anni di formazione iniziale e in servizio di docenti in ambito scientifico-matematico dalla scuola dell’infanzia in avanti.

  • (2) Sono un appassionato convinto di storia e storiografia, avendo ereditato questa passione da mio papà e cercando di tramandarla ai miei figli.

  • (3) Però, c’è un però. Le ore a disposizione in un quinquennio di II grado sono circa mille per ogni anno scolastico, nelle quali il ministero ha voluto inserire – con criteri a volte ragionevoli, a volte molto meno – dei “pacchetti” molto densi.

Insomma: chiediamo ai nostri studenti troppe cose da “sapere” in relativamente poche ore di tempo complessivo. Bisogna scegliere meglio. E trattare meglio gli argomenti che rimangono. Leopardi aveva visto giusto, vero, ma mi permetto di notare che, ai tempi dell’amato poeta, scienza e tecnologia erano un po’ meno invasivi (e fondamentali) di quanto non lo siano adesso.

Nella mia Facoltà (Scienze) arrivano studenti dai licei che sanno fare gli integrali e studiare le funzioni però molti di questi studenti non sanno scrivere in italiano corretto e strutturato. Non hanno la minima idea di come funzioni una repubblica presidenziale o cosa sia l’inflazione.

Io mi arrabbio con gli studenti che non hanno una “infarinatura” (mi passi il termine) di tutto lo scibile, umanistico e scientifico. La struttura attuale delle scuole non permette di fatto di giungere a questo tipo di formazione, perché privilegia molte (troppe) “particelle” di conoscenza spesso disgiunte e decisamente troppo approfondite rispetto all’utilità che se ne può conseguire, sia in caso di proseguimento degli studi, sia in caso di avvio di una professione. Perché studiare l’intera Divina Commedia? Meraviglioso poterlo fare avendo il tempo... che non c’è.

Per finire: la passione per le “discipline non scientifiche” è sacrosanta e, come sopra accennato, da me condivisa pienamente. Attenzione però: “piccoli appassionati” di una o dell’altra materia, all’età di 18 o 19 anni, non sono necessariamente conferma di una buona operatività del sistema formativo. Anzi, mi viene da pensare, rischiamo di formare “piccoli fisici”, “piccoli poeti”, “piccoli matematici”, “piccoli filosofi” e così via. “Piccoli” e basta, nella maggior parte dei casi.

Note

1) Barbero,A. 2006. Barbari. Bari: Laterza


Cerchi di luce e riflessi solari

Vorrei informarvi della mia unica esperienza personale, riguardante i cerchi di luce. Nel gennaio del 2007, in due distinte giornate, per puro caso notai dei cerchi luminosi con delle X al centro su una facciata di un palazzo a Ostia Lido (quartiere di Roma ove vivo).

All’epoca chiesi il permesso di pubblicarle sul sito Ufologia.net e, dopo le giuste verifiche di autenticità delle fotografie (effettuate con un semplice cellulare munito di fotocamera), fu pubblicato il tutto. Il dominio del suddetto sito è cambiato, ma l’articolo e le foto sono ancora visibili attraverso il link www.terninrete.it/headlines/articolo_view.asp?ARTICOLO_ID=197401 . Ho deciso di inviarvi il link poiché, dopo aver recentemente letto la vostra interpretazione del fenomeno, ho capito che ancora non si è giunti a una vera e propria spiegazione scientifica. Anche perché nel mio caso specifico, di fronte al palazzo non vi è una facciata a vetri, ma un edificio simile. Quel giorno non vi era alcun riflesso di luce solare, né su una né sull’altra facciata.

Alessandro Marciano

Risponde Stefano Bagnasco

La spiegazione più probabile per questi effetti ottici riferiti dal signor Marciano è, appunto, il riflesso del Sole sulle finestre del palazzo di fronte. Non bisogna farsi trarre in inganno dalla forma circolare, perché le figure che si formano sono l’immagine del disco del Sole e non quella del rettangolo della finestra. Più complicate da spiegare sono le figure a croce che qualche volta appaiono, ma plausibilmente possono essere dovute a minime deformazioni del vetro causate dal telaio rettangolare a cui è fissato.

Certo, nessuno si è ancora preso la briga di verificare sperimentalmente (o anche solo con una simulazione al computer) che questa sia la spiegazione esatta per le croci, ma che si tratti di riflessi non ci sono dubbi.

Non è necessario che il palazzo di fronte a quello dove compaiono le immagini abbia una facciata completamente a vetri per generare i riflessi che ha osservato: il fatto che ne compaia una sola fila mi fa piuttosto pensare a una veranda che occupa un solo piano.

A sostegno dell’ipotesi del riflesso, inoltre, lei stesso nota come nelle due foto scattate a pochi giorni di distanza una dall’altra, ma a ore diverse della giornata, l’immagine si trovi a un’altezza differente sulla facciata: in corrispondenza del secondo piano in una delle foto, un po’ più in basso nell’altra. Questo rispecchia la differente altezza del Sole nei due momenti: il Sole più alto genera un riflesso più basso e viceversa.

Alle 13:05 del 13 gennaio 2007 a Lido di Ostia il Sole era a 25.9° sull’orizzonte, mentre alle 11:05 del 27 gennaio era a 27.1° (si può calcolare per esempio con lo strumento messo a disposizione qui: http://aa.usno.navy.mil/data/docs/AltAz.php ). Con un semplice calcolo trigonometrico, stimando (molto grossolanamente) da Google Earth la distanza tra la vetrata e il punto dove si è formato il riflesso a circa 25 metri, si ottiene una differenza tra l’altezza dei riflessi nei due momenti di circa 65 centimetri, un po’ minore ma sufficientemente compatibile con quanto da lei osservato.

Per verificare con certezza la nostra ipotesi occorrerebbe un accurato rilievo della zona; non è infatti possibile essere più precisi di così in assenza di un sopralluogo diretto.

Errore, orrore!

Nel titolo di copertina di Query n. 10 compare uno dei più classici errori grammaticali: “Qual’è” con l’apostrofo! “Qual” è un troncamento e non un'elisione, quindi non va mai seguito dall’apostrofo!

Come sempre la mia è una piccola critica positiva, solo per contribuire a migliorare, anche nella forma, tutte le nostre opere.

Alessandro Castelli

Risponde Lorenzo Montali

Caro Alessandro, hai purtroppo ragione e il tuo atteggiamento benevolo non riduce ahimè la gravità dell’errore, del quale mi scuso personalmente con tutti i lettori e le lettrici che, come te, sono balzati sulla sedia quando hanno preso in mano Query. Da questo numero collabora con noi una correttrice di bozze professionista, Simona Gilberti.

Approfitto di questa tua lettera per ringraziarla del suo generosissimo ed evidentemente utilissimo contributo!

Sono vittima di una possessione diabolica?

image
©Possessione diabolica: Exorcism, myserydrugs, deviantart
Da un mese e poco più ho iniziato un cammino spirituale con un sacerdote cattolico; quasi da subito lui mi diceva che potrei aver avuto delle negatività. Ogni volta che tornavo da lui, diceva che sospettava delle negatività in me. Io non avevo sospettato mai nulla di paranormale in me, avevo avuto dei tremori al corpo dopo il terremoto di febbraio, ma succedeva anche a tante altre persone della mia zona e poi è sparito tutto.

Ero molto spaventata perché sospettavo (per via di questi tremori) una malattia neurologica o nervosa, epilessia o qualcosa di simile. Uno psichiatra mi aveva detto che non era nulla e di non fare caso a questi tremori e dal momento in cui me l’ha detto sono spariti!

Dopo una settimana che ho iniziato il cammino spirituale con il sacerdote, i tremori sono tornati, ma molto peggio di prima, appena mi adagio a letto mi sento come se fossi in mare e una volta addirittura ho sentito saltare il letto, al che ho pensato che forse ho dei riflessi involontari fortissimi oppure che ero posseduta. Quando ha iniziato a sussultare il letto stavo leggendo un libro consigliato dal sacerdote che parla di esperienze di pre-morte, demoni, peccati, inferno, purgatorio, paradiso...

Che cosa ne pensate voi del CICAP?

Isabi

Risponde Armando de Vincentiis

Non esistono sintomi medici di possessione diabolica; si tratta infatti di un concetto legato alla dimensione spirituale e valido solo all’interno della cultura religiosa. Esistono tuttavia delle condizioni che alcuni clinici chiamano sindrome da possessione, ossia quell’insieme di segnali fortemente suggestivi che spingono un soggetto a credere di essere posseduto dal demonio. Tuttavia anche tale sindrome si adegua al modello culturale di appartenenza, per cui i segni sono conformi all’aspettativa culturale di chi li prova. Ciò che accade è un fenomeno che nulla ha a che fare con il paranormale e si esprime solo a livello cognitivo ed emotivo e dipende dall’interpretazione che se ne dà.

Purtroppo certi percorsi spirituali hanno tra gli effetti collaterali quello di rinforzare tali credenze e, di conseguenza, di rendere ancora più enfatizzati alcuni sintomi fisici che, in altri contesti o con altri credi religiosi, passerebbero inosservati o, per lo meno, verrebbero valutati grazie a uno specialista del settore, uno psicologo o uno psichiatra.

Per rispondere alla sua domanda crediamo che dovrebbe seguire i consigli del suo psichiatra. Non è necessario dare ai suoi sintomi alcuna interpretazione sovrannaturale, meglio sarebbe elaborarli sotto l’aspetto emotivo, con l’aiuto di uno psicoterapeuta esperto.
Infatti, come lei osserva, essi sono tornati proprio con l’inizio del suo percorso spirituale e, per giunta, con maggior entità. Questa circostanza dovrebbe orientarla verso l’aspetto della suggestione.
In quasi tutte le occasioni non è l’esorcismo a scacciare l’idea del demonio ma al contrario è proprio tale pratica a imprimere ancor di più l’idea della sua presenza.

Foto di Ufo/1

image
La foto del nostro lettore
Vi scrivo perché ho ricevuto una foto da un’amica, scattata in Canada (a nord di Banff, Calgary) il 14 luglio 2011, dove appare una figura in cielo che sembra essere… ciò che non può essere! Mi chiedevo se la cosa potesse interessarvi e, magari, spiegare ciò di cui si tratta o, nel caso contrario, indicarmi qualcuno a cui rivolgere la stessa domanda.

Danilo Mirizzi

Risponde Fara Di Maio, con la collaborazione di Gigi Cappello

image
Foto di comparazione tratta dal web. @Conrad Tano/Flickr
A un esame più approfondito, la figura appare essere... quello che, in realtà, è: un uccello. Dallo zoom dell’oggetto si distinguono abbastanza bene sia la coda che le ali. La testa non è visibile, e questa circostanza sembra far propendere per una specie dal collo corto e tozzo, come un gufo oppure una particolare specie di falco.

Eseguendo una ricerca sul web, si apprende che la località canadese di Banff è una rinomata meta per il birdwatching. Le specie ipotizzate sono annoverate tra le più facilmente osservabili. Come riporta il sito ufficiale del governo canadese dedicato alla regione (http://www.pc.gc.ca/pn-np/ab/banff/visit/visit16.aspx ), nel periodo indicato dal lettore (luglio) diverse specie di gufi risultano essere presenti nell’area. Il volo veloce ed estremamente silenzioso del gufo potrebbe averlo fatto passare inosservato al momento dello scatto, salvo poi ritrovarlo “congelato” nel fotogramma.

Foto di Ufo/2

image
Figura 1
Sono un ragazzo di dodici anni e abito a Varcaturo vicino Napoli. Vorrei un vostro parere riguardo una foto che ho scattato la sera del 29 giugno 2012. Riguarda un oggetto volante che è arrivato lentamente e silenziosamente sopra casa mia e poi all’improvviso è andato via ad altissima velocità. Sono riuscito a fotografarlo perché già stavo facendo delle foto e avevo la macchina tra le mani.

Marco

Risponde Gigi Cappello (CICAP Sicilia)

Una premessa in casi come questo è d’obbligo: le indagini scientifiche possono essere svolte esclusivamente sul materiale in nostro possesso, in questo caso sulla fotografia inviataci, e non sulla storia che viene presentata a contorno, dalla quale si possono al più ricevere dettagli molto utili all’indagine, come il luogo dello scatto, la data e l’ora. Questo, sia chiaro, non vuol dire che mettiamo in dubbio la veridicità o la buona fede di chi ci scrive. Vuol dire solo che, in mancanza, ad esempio, di prove video o testimonianze indipendenti, il racconto relativo al comportamento dell’oggetto volante – il fatto che si sia silenziosamente avvicinato per poi ripartire a grande velocità – non può essere oggetto di indagine (quanto meno di questa natura).

image
Figura 2
Procediamo quindi con l’analisi dell’immagine (figura 1). I dati EXIF riportano come data e ora dello scatto le 9:02 del 21 febbraio 2011. In realtà questi valori sono registrati dalla fotocamera e sono spesso falsati da un non corretto reset nel momento in cui ad esempio viene rimossa la batteria. Considereremo quindi data e orario di massima (preserale) fornitici dal nostro amico Marco. Tra l’altro l’illuminazione del cielo è assolutamente compatibile con un cielo al tramonto (il giorno 29 giugno, nei pressi di Napoli, il sole tramontava alle 20:39, quindi si può immaginare che la foto sia stata scattata fra le 19:15 e le 20:15).

L’oggetto in questione è investito direttamente dalla luce del sole, quindi si trova orientativamente a est rispetto al fotografo. La forma allungata fa pensare a un semplice aereo, probabilmente un aereo di linea. Nella foto è abbastanza evidente anche una scia a destra dell’oggetto, molto simile alle scie di condensazione spesso rilasciate proprio dagli aerei a propulsione jet. La scia ci permette di capire che l’oggetto si spostava in direzione approssimativa sud-nord.

Con le indicazioni geografiche fornite possiamo guardare i dati del traffico aereo (ormai forniti in tempo reale anche da Google Maps o da siti come Flightradar24.com) relativi alla zona. Scopriamo così che l’area fotografata da Marco corrisponde a un corridoio aereo abbastanza trafficato: oltre al non lontano aeroporto di Capodichino, proprio da quella zona passano rotte come Catania-Fiumicino (la tratta più trafficata d’Italia), come si evince dalla figura 2. Una rapida consultazione del sito dell’aeroporto Fontanarossa di Catania ci permette di scoprire che la finestra temporale da noi individuata potrebbe essere interessata da almeno tre voli.

Ipotizzando dunque che si tratti di un aereo, in particolare di un Airbus A320, il più comune nelle rotte nazionali, e dati EXIF alla mano, possiamo risalire anche alla distanza dell’oggetto. Tralasciamo qui i dettagli e le formule matematiche, basate su dimensione dell’oggetto, focale della fotocamera e dimensione del sensore della stessa, che ci consentono di risalire a una distanza di poco meno di 20 kilometri dall’osservatore. Si tratta di una distanza assolutamente accettabile per un aereo che, nell’ipotesi di un atterraggio a Roma Fiumicino, viaggi a una quota di circa 8.000 metri.

In conclusione, da un’analisi approfondita dell’immagine si deduce che l’oggetto in questione è compatibile con un aereo passeggeri. Non possiamo in nessun modo esprimerci sugli ulteriori dettagli raccontatici.