Alieni, Darwin e Ockham: una riflessione sull’extraterrestrial hypothesis

Oltre a non poter dire quale sia la reale finestra di vita della nostra civiltà, non possiamo dire quale sia quella di unÂ’ipotetica civiltà aliena. Ma proprio per questo non siamo autorizzati a dare plausibilità a qualcosa solo perché è un nostro desiderio; lÂ’uso del metodo scientifico ci insegna a non fare salti logici mortali senza rete

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  • 14-02-2014
  • di Francesco Grassi
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Turista Alieno - ©thewoodenking deviant art
Qualche anno fa avevo scritto un articolo[1] in cui evidenziavo il fatto che, sebbene dal punto di vista scientifico non si possa escludere l’esistenza di una o più civiltà aliene, uno dei fattori di solito trascurati o ignorati da chi specula su questi argomenti è la plausibilità della contemporanea esistenza degli alieni e del genere umano.
Se considerassimo il tempo intercorso dal Big Bang ad oggi e lo comprimessimo in un anno solare, scopriremmo che l’Homo Sapiens Sapiens è sulla Terra da una manciata di minuti. Inoltre, se per dare un aiuto alla plausibilità della contemporaneità volessimo limitarci a comprimere in un anno solare solo il periodo di tempo che ha inizio circa 2 miliardi di anni fa con la presenza importante dell’ossigeno sulla Terra, scopriremmo che i primi ominidi sarebbero apparsi solo il 31 dicembre, circa una decina di ore prima dello scoccare del nuovo capodanno. Mezza giornata di finestra in un intero anno solare è un tempo ancora molto breve che ci fa toccare con mano la difficoltà (la bassissima plausibilità) della nostra coesistenza temporale con degli alieni.
È vero, oltre a non poter dire quale sia la reale finestra di vita della nostra civiltà, non possiamo dire quale sia quella di un’ipotetica civiltà aliena. Ma proprio per questo non siamo autorizzati a dare plausibilità a qualcosa solo perché è un nostro desiderio; l’uso del metodo scientifico ci insegna a non fare salti logici mortali senza rete.
Esercitarsi in questo gioco mentale di comprimere la scala del tempo aiuta sicuramente ad apprezzare il fatto che, oltre a considerazioni di tipo fisico-tecnico che rendono problematico il contatto con civiltà aliene (conoscenze tecnologiche, distanze, velocità, energie da impiegare), il problema della contemporaneità dell’esistenza non è per nulla trascurabile.
Facciamo però un passo indietro e consideriamo un’ulteriore piccola complicazione. Affinché una civiltà aliena possa farci visita sulla Terra, oltre a convivere all’interno della nostra finestra di tempo dovrebbe essere in grado di spostarsi con mezzi tecnologicamente avanzati che al momento nemmeno la nostra civiltà è stata in grado di costruire, quindi, e questo è il punto più critico, dovrebbe essere una civiltà intelligente e non una forma di vita qualsiasi.
Sappiamo, grazie a Charles Darwin e alle conquiste del pensiero e del metodo scientifico, che noi siamo qui e ora a valle di innumerevoli trasformazioni di forme di vita primordiali, e che tutto questo processo ha visto sulla Terra l’alternanza e la coesistenza di esseri viventi che hanno dato origine a un incredibile albero estremamente ramificato. Su questo albero noi rappresentiamo una piccolissima fogliolina[2].
Tornando indietro nel tempo e guardando il trasformarsi della vita sulla stessa nostra Terra, non sarebbe per nulla scontato il fatto di osservare la comparsa (e la scomparsa) delle stesse forme di vita che oggi conosciamo, inclusa la nostra. Guardando un nuovo film della vita sul nostro pianeta, con altissima probabilità scopriremmo che la trama e i personaggi non sarebbero quelli che osserviamo ora e nonostante sia altamente plausibile l’esistenza di altra vita nell’Universo, la comparsa di esseri intelligenti su un qualsiasi pianeta non è un normale e atteso punto di arrivo. L’abbiamo già sottolineato, l’esistenza della vita extraterrestre è un’ipotesi in sé e per sé plausibile ma, come più volte evidenziato, ad oggi non ci sono prove che dimostrino l’esistenza di una civiltà aliena e soprattutto non ci sono prove che la nostra Terra sia stata visitata in passato da alieni o lo sia nel presente. Per spiegare alcuni degli episodi UFO possiamo includere questa ipotesi fra le centinaia già formulate, ma sicuramente nella scala delle priorità di controllo o di inclusione l’ETH (Extraterrestrial hypothesis) va considerata con un grado di plausibilità bassissimo, come il rasoio di Ockham insegna.

Note

2) Eseguite uno zoom su "you are here" qui: http://tinyurl.com/57cqfx