Philosophia Hermetica

di Federico Gualdi
a cura di A. Boella e A. Galli
Edizioni Mediterranee, 2008
pp. 238, E 24,50

  • In Articoli
  • 16-06-2009
  • di Paolo Cortesi
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Nella pregevole collana "Biblioteca Ermetica", le Edizioni Mediterranee pubblicano un volume che, per almeno due motivi, è di straordinario interesse. Innanzitutto, si tratta di un volume che raccoglie tutta la produzione nota di un autore, Federico Gualdi, di cui si avevano fino ad oggi poche e confuse notizie. E infine, il lavoro critico dei due curatori è una bella prova di ricchezza documentaria, di lucida analisi testuale e di corretta contestualizzazione storica e culturale.
Nonostante il nome italiano, Federico Gualdi era, con ogni probabilità, un tedesco di Augusta che visse tra la fine del XVII e la prima metà del XVIII secolo. Fu, a giudicare dai documenti lasciati, un personaggi eclettico e affascinante, che si occupò non solo di alchimia ed esoterismo, ma anche di problemi più pratici, suggerendo e progettando la costruzione di uno sbarramento mobile per difendere Venezia (città in cui visse per diversi anni) dall'acqua alta.
Tanta ricchezza e varietà di interessi – alcuni dei quali molto "sospetti", come la ricerca della pietra filosofale – fece cadere il Gualdi sotto l'esame del Sant'Uffizio, e tra il 21 aprile e il 16 giugno 1676, il nostro uomo fu oggetto di un'inchiesta preliminare che però, a quanto ne sappiamo, non condusse ad un processo formale contro di lui.
Boella e Galli hanno compiuto un'accurata opera di ricerca per restituire Galdi alla sua autentica dimensione di intellettuale barocco, di filosofo naturale di un secolo che, pur avendo già accolto Galileo, Torricelli e Newton, non aveva ancora saputo, o voluto, rinnegare Aristotele, Ficino e Cardano.
Con l'esame di archivi, epistolari e vecchi testi, i due bravi curatori hanno tratteggiato non solo la figura di Gualdi, ma anche l'ambiente alchemico di cui il Gualdi era punto di riferimento (si ricordi che Francesco Maria Santinelli, autorità alchemica italiana della fine del Seicento, riconosceva in Gualdi il suo maestro al punto da echeggiarne anche testualmente l'opera, fino alla soglia del plagio).
Boella e Galli hanno dato una notevole prova di come un completo e corretto studio della filosofia ermetica non abbia nulla a che fare con la riscoperta (o riproposta!) operativa di credenze e formule. E le confraternite occulte che trovarono nell'opera di Gualdi la loro ispirazione sono tipiche espressioni culturali del tempo in cui sorsero: non verità assolute, ma forme e modi in cui si strutturarono, un tempo, la società e la conoscenza. L'alchimia, come tutto l'esoterismo, è stata una forma di interpretazione del mondo e dell'uomo, e come tale va analizzata, studiata e ricostruita.

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